Unity: estetica, funzionalità e sostenibilità sono i motori della crescita

Unity: estetica, funzionalità e sostenibilità sono i motori della crescita

Non una semplice presentazione, quella di ieri (8 novembre) organizzata da Unity alla Sala Testori dei Bagni Misteriosi a Milano. Oltre a toccare con mano i capi del brand di abbigliamento lifestyle total look - studiati per combinare etica, design e sostenibilità - era possibile immergersi in un mondo parallelo, ispirato ai grattacieli newyorkesi da guardare dall’alto, indossando un paio di occhiali per la realtà virtuale.


Un modo per comunicare la tensione al futuro che caratterizza questo marchio nato nel 2011, prodotto e distribuito dall’italiana Lift. «Unity, parola che ne ricorda un’altra, ossia comm-unity, è in equilibrio tra minimalismo nell’immagine e innovazione nei contenuti», spiega il senior manager Leo Padulo (nella foto sotto), che si occupa del brand da circa un anno e mezzo, forte di un’approfondita esperienza nel fashion e anche di un’affinità elettiva con Unity, visto che dall’età di 20 anni, dopo l’incontro con Patrick de Gayardon, è appassionato di sport, in primis paracadutismo e parapendio. Può quindi essere testimone in prima persona delle performance dei modelli Unity, tra cui spiccano quelli realizzati con Tricotech: «Un marchio registrato worldwide e utilizzato in co-branding esclusivo con Unity - sottolinea - con cui vengono contrassegnati modelli realizzati interamente o parzialmente in un particolare tessuto a maglia ingegnerizzato, realizzato in una fibra di poliestere riciclato mechanical stretch di nuova generazione». I filati sono particolarmente resistenti, grazie a uno speciale impianto di filatura, e contraddistinti da un’ottima stabilità dimensionale: nessun problema anche con gli stress test più rigorosi, per un materiale che riesce a coniugare il peso e il comfort di una maglia con la protettività e la tecnicità di un capospalla outdoor.
 
«La componente sostenibilità è fortissima - precisa Leo Padulo - in quanto tutti i filati sono riciclati e di origine responsabile, certificati da Global Recycled Standard, Global Sustainability Standard, Global Sustainability Certification e Inspection Services Transaction Certificate. Oggi i nostri modelli sono sostenibili al 60%, ma vogliamo salire al 90% nel breve termine».

La distribuzione si articola in 400 multibrand premium nel nostro Paese e 200 all’estero, privilegiando mercati come Italia, Spagna, Grecia, Benelux e, approcciata di recente, Corea del Sud. «Allo stato attuale - precisa il senior manager - l’export riguarda il 20% delle vendite, ma intendiamo raddoppiare questa percentuale già dal prossimo anno, spingendo l’acceleratore su Francia, Germania e prossimamente Canada, forti del fatto che sono molti i Paesi dove la componente sostenibilità è molto apprezzata dal consumatore».

Per il debutto nel canale retail sarà l’Italia al centro della scena: «Stiamo cercando una location, nel Quadrilatero milanese o in Brera, per aprire il nostro primo monomarca nel 2024». Quanto all’e-commerce, equivale al 5% del fatturato, «e per ora la percentuale resta questa, perché crediamo profondamente nel wholesale e ci teniamo a essere vicini ai nostri clienti».

Un’altra sfida è ampliare la gamma delle proposte femminili, in una collezione nata e cresciuta con l’abbigliamento maschile: «Abbiamo inserito la donna da due stagioni e la stiamo testando con risultati positivi». E chissà che questo non possa essere il primo passo per esplorare ulteriori categorie merceologiche. «Siamo avvantaggiati sia da un mood in crescita sul mercato, che premia un lifestyle funzionale ma ricercato come il nostro, a discapito di streetwear e casual - afferma Leo Padulo - sia dall’unicità del nostro prodotto, che tra l’altro si avvale di un ottimo rapporto qualità-prezzo».
Tutto ciò si traduce in numeri in crescita: «Nel 2022 - informa il manager - i ricavi sono stati intorno ai 2,8 milioni di euro, in aumento del 70% sul 2021, mentre per la chiusura del 2023 stimiamo 3 milioni. Ci aspettiamo un ulteriore incremento nel 2024, dopo che la campagna vendite della SS24 si è chiusa al raddoppio».
«La forza di Unity - conclude Giovanni Del Piano, uno dei founder del marchio - è un processo di ricerca, produzione e sviluppo che non si ferma mai. Il nostro outerwear, iper-minimalista e iper-performante, scaturisce da brief creativi in cui coinvolgiamo figure non convenzionali per un brand di abbigliamento, come architetti e ingegneri, che si trovano nel nostro stesso incrocio tra estetica e funzionalità».